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domenica 11 dicembre 2011

L'IMU SU PRIMA E SECONDA CASA


Torna l'imposta sulla prima casa, abolita nel 2008, con una fisionomia nuova rispetto alla vecchia Ici:
 
La tassa (IMU - Imposta Municipale Unica)
  sarà sempre un'imposta comunale ma già da gennaio si chiamerà Imu (imposta municipale unica), introdotta col federalismo fiscale. Sostituirà sia l'Ici che l'Irpef sui redditi fondiari oggi pagata dai proprietari di seconde case sfitte;
  l'aliquota base per la prima casa sarà del 4 per mille con una detrazione di 200 euro. Ma i sindaci avranno la possibilità, in funzione delle esigenze di bilancio, di alzare o ridurre l'aliquota dello 0,2%, quindi l'aliquota potrà andare da un minimo (poco probabile) del 2 per mille a un massimo del 6 per mille.
Per le seconde case i prelievi diventano:
del 7,6 per mille come aliquota base; aumentabile/diminuibile dai comuni dello 0,3%, quindi da un minimo del 4,6 per mille a un massimo del 10,6 per mille.
 
Attualmente l'Ici sulle seconde case varia, da comune e comune, da un minimo del 4 a un massimo del 7 per mille.
Non ci sarà invece, contrariamente a quanto previsto, un'aliquota progressiva in crescita col numero degli immobili posseduti.

Rivalutazione rendita catastale
L'aumento delle aliquote non sarebbe di per sé così pesante se la manovra non agisse anche sull'altro versante del prelievo, cioè la base imponibile sulla quale calcolare l'imposta. L'Imu si applicherà sul valore dell'immobile aumentato in base a nuovi coefficienti di moltiplicazione:
finora il valore di un immobile ai fini fiscali è determinato moltiplicando la rendita catastale di un appartamento per 115,5 (se è una prima casa) o per 126 (se è una seconda casa);
  d'ora in poi il moltiplicatore sarà per tutti gli immobili di 160.

Il moltiplicatore
Applicando le nuove aliquote Imu alle rendite cosi rivalutate, l'imposta schizza in alto. Secondo una stima fatta dal Corriere della Sera "chi possiede una ampio trilocale in una zona semicentrale di Milano e vi risiede potrebbe trovarsi a pagare l'anno prossimo da un minimo di 213 a un massimo di 1.038 euro in più. Se in quella stessa abitazione non risiede, non pagherà più 645 euro come quest'anno, ma dovrà preparasi a fare fronte a un minimo di 949 euro, sborsando 304 euro in più rispetto al 2011, a un massimo di 2.188, con un aggravio di 1.543 euro".
L'unico vantaggio è che la rendita rivalutata serve per il calcolo dell'Imu ma non incide sull'Irpef che si paga per le seconde case (come sarebbe invece se venissero ricalcolati gli estimi).

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