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giovedì 29 gennaio 2026

Risparmiare con caldaia a GAS e Termosifoni

Freddo in casa anche con 20 °C al termostato?

Il problema non sono i gradi. È come li usi (e quando)

Molti lo sperimentano ogni inverno: il termostato segna 20 °C, ma la sensazione è quella di avere freddo. Si alza a 21, poi a 22… e la bolletta decolla mentre il comfort resta mediocre.

La verità è che la temperatura impostata non è l’unico parametro che determina il comfort termico. Anzi, spesso è quello meno importante se usato male.

20 °C non significano “caldo”

Il termostato misura la temperatura dell’aria in un punto preciso, non:

  • la temperatura delle pareti,

  • quella del pavimento,

  • la presenza di correnti d’aria,

  • l’umidità,

  • né tantomeno la percezione del corpo umano.

Il nostro corpo scambia calore con tutto ciò che lo circonda, non solo con l’aria.
Se le superfici sono fredde, il corpo perde calore per irraggiamento anche se l’aria è a 20 °C. Risultato: brividi con il termostato che dice “tutto ok”.





L’errore più comune: inseguire il comfort alzando i gradi

Molti cercano di “correggere” il freddo:

  • alzando continuamente il termostato,

  • lasciando l’impianto acceso a temperature alte tutto il giorno,

  • creando cicli ON/OFF inutili.

Questo non risolve il problema strutturale e spesso lo peggiora:

  • pareti che non fanno in tempo a scaldarsi,

  • aria calda che sale e si stratifica,

  • maggiore secchezza dell’aria,

  • consumi inutili.


La strategia intelligente: 19 °C stabili + 20 °C solo quando serve

Una soluzione spesso più efficace (e molto più efficiente) è questa:

🔹 Mantenere una temperatura di base costante a 19 °C

  • tutto il giorno,

  • anche quando non si è in casa,

  • evitando continui spegnimenti e riaccensioni.

Perché funziona:

  • le pareti non si raffreddano mai troppo,

  • si riduce lo shock termico delle superfici,

  • l’impianto lavora in modo più regolare,

  • si evitano picchi di consumo.

🔹 Portare a 20 °C solo nei momenti di reale utilizzo

Ad esempio:

  • al mattino quando ci si alza,

  • a pranzo,

  • alla sera (il momento più “vissuto” della casa).

Questo piccolo aumento:

  • è percepito molto più di quanto dica il numero,

  • migliora nettamente il comfort,

  • costa meno di tenere 20–21 °C fissi tutto il giorno.

Un grado in più al momento giusto vale più di due gradi buttati a caso.


Perché questa strategia funziona davvero (fisica, non opinioni)

  • Le superfici si stabilizzano termicamente
    Una casa mantenuta a 19 °C costanti ha pareti meno fredde rispetto a una che scende a 16–17 °C e poi viene “spinta” a 20.

  • Meno stratificazione dell’aria
    L’aria calda non “scappa” verso l’alto così rapidamente.

  • Meno aria secca
    I grandi sbalzi aumentano la secchezza e peggiorano la sensazione di freddo.

  • Maggiore comfort percepito a parità di consumo
    Il corpo umano ama la stabilità, non i continui cambiamenti.


Bonus: piccoli accorgimenti che moltiplicano l’effetto

  • Umidità ideale tra 40% e 55%

  • Tende chiuse la sera (soprattutto su finestre grandi)

  • Radiatori liberi (niente mobili davanti)

  • Porte interne gestite in modo coerente

  • Termostato in posizione corretta (non vicino a fonti di calore)


Conclusione

Il comfort termico non è una questione di numeri sul display, ma di strategia.

Tenere 19 °C costanti e chiedere 20 °C solo quando la casa è davvero vissuta:

  • migliora la sensazione di calore,

  • riduce i consumi,

  • stressa meno l’impianto,

  • rende la casa più “accogliente” senza sprechi.

In altre parole:
non serve urlare al riscaldamento di lavorare di più.
Serve dirgli quando farlo.

Approfondimento tecnico: la temperatura di mandata conta più dei gradi sul termostato

Per chi ha un minimo di dimestichezza con impianti termici (o semplicemente non ama buttare gas dalla finestra), c’è un altro aspetto cruciale spesso ignorato: la temperatura di mandata ai termosifoni.

Molti impianti funzionano ancora con logiche da anni ’80:
termostato basso → mandata altissima → termosifoni bollenti → dispersione massima.

È l’equivalente termico di scaldare casa col phon industriale.

Caldaie a condensazione: mandata ideale ≈ 45 °C

Con una caldaia a condensazione, alzare troppo la mandata è un autogol.

Motivo tecnico:

  • la condensazione (cioè il vero rendimento extra) avviene solo se la temperatura di ritorno resta sotto ~55 °C,

  • con mandata a 70 °C non condensa quasi mai,

  • stai usando una caldaia a condensazione come se fosse una tradizionale, ma pagandola di più.

👉 Mandata consigliata:

  • 40–45 °C in abitazioni mediamente isolate

  • anche 50 °C solo nei giorni più freddi o in case molto disperdenti

Risultato:

  • termosifoni meno roventi,

  • calore più costante,

  • superfici che si scaldano lentamente ma meglio,

  • meno dispersione verso l’esterno.

Caldaie tradizionali: non oltre 60 °C

Sulle caldaie non a condensazione il discorso cambia, ma solo in parte.

Qui non c’è il “bonus condensazione”, ma resta valido un principio fisico fondamentale:

più alta è la temperatura del termosifone, maggiore è il ΔT (delta T) con l’esterno → maggiore è la dispersione.

Mandate a 70–75 °C:

  • scaldano in fretta,

  • raffreddano altrettanto in fretta,

  • aumentano le perdite attraverso muri, infissi e ponti termici.

👉 Mandata consigliata:

  • 55–60 °C come compromesso efficace

  • evitando termosifoni “da ustione di secondo grado”


Perché abbassare la mandata migliora il comfort (non solo i consumi)

Qui c’è un punto controintuitivo ma fondamentale:

  • termosifoni meno caldi

  • ma accesi più a lungo
    comfort migliore

Perché:

  • le pareti si scaldano gradualmente,

  • l’aria non si stratifica violentemente,

  • il corpo percepisce meno sbalzi,

  • il calore resta più a lungo negli ambienti.

In pratica:
meno “fiammate”, più inerzia termica utile.


Collegamento diretto con la strategia 19 °C + 20 °C

La combinazione vincente è questa:

  • temperatura ambiente stabile a 19 °C

  • mandata bassa e continua

  • salita a 20 °C solo nei momenti vissuti

Con:

  • caldaia a condensazione → mandata 45 °C

  • caldaia tradizionale → mandata max 60 °C

Il sistema lavora in modo:

  • più prevedibile,

  • meno stressante per l’impianto,

  • molto più efficiente dal punto di vista energetico.


In sintesi brutale (ma vera)

  • Alzare il termostato è facile, ma inefficiente

  • Alzare la mandata è peggio

  • Abbassare la mandata riduce il delta T con l’esterno

  • Meno delta T = meno dispersione = più calore che resta in casa

La casa non va “scaldata a schiaffi”, va accompagnata alla temperatura giusta.