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mercoledì 4 febbraio 2026

Aggiornamento sull’applicazione del CCNL Istruzione e Ricerca

Applicazione degli adeguamenti economici previsti dal CCNL del comparto Istruzione e Ricerca, relativo al periodo 2022-2024.

Il Sistema NoiPA ha provveduto all’applicazione del CCNL 2022/2024 per il personale del comparto Istruzione e Ricerca in tre fasi:

  1. Aggiornamento importi tabellari – con decorrenza economica 01/01/2026 sono stati aggiornati gli importi degli stipendi tabellari; pertanto, il cedolino ordinario del mese di gennaio 2026 risulta adeguato alle disposizioni economiche contenute nel CCNL.

  2. Liquidazione arretrati contrattuali – con emissione speciale con esigibilità 23 gennaio 2026, NoiPA ha erogato le differenze tra gli importi previsti dal CCNL e quelli già riscossi per gli anni precedenti, ovvero le Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC - assegni 119 e 129) e gli Anticipi rinnovo CCNL 2022-2024 (assegni 975 e 976). Si precisa che, nel calcolo degli arretrati, si è tenuto conto delle aspettative non retribuite, dei congedi biennali, delle assenze con impatto economico, dei part-time, assoggettando l’Irpef con aliquota media personale.

  3. Pagamento una tantum – il pagamento degli importi dell’una tantum previsti dall’articolo 16 del CCNL sarà effettuato sulla rata ordinaria di febbraio 2026, con i seguenti importi: 111,70 euro per il personale docente e 270,70 euro per il personale ATA. Il riconoscimento dell’una tantum è subordinato alla condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31 dicembre 2023 e non sia cessato anticipatamente rispetto alla scadenza prevista. Inoltre, al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale, l’emolumento è corrisposto in proporzione alla percentuale di part-time in godimento. Infine, il completamento delle lavorazioni relative all’applicazione del CCNL avverrà con l’emissione speciale di febbraio 2026, esigibile entro lo stesso mese.

Per il personale con contratto di supplenza breve e saltuaria verrà effettuata una specifica lavorazione nel mese di marzo 2026. 
Pertanto, il complesso delle elaborazioni già effettuate e di quelle di prossima realizzazione, garantiscono il completo rispetto delle misure economiche previste dal citato CCNL.
 
03/02/2026

Impazzire con la carta ATE nella Scuola

Guida al Recupero PIN/PUK Carta ATE: Il "muro" dell'Intranet e la Soluzione SIDI

Molti assistenti amministrativi, dopo aver ricevuto la nuova Carta ATE, si scontrano con un problema paradossale: la mail inviata da portaleate@difesa.it contiene link a portali intranet non raggiungibili dalle reti scolastiche standard.

http://portalecmd.difesa.it/sezione_ate/ate_web.aspx?ancora=ATE1035&sub=1

1. Il problema del Link Intranet

La mail di notifica inviata dal Ministero della Difesa punta spesso a link interni (Intranet o VPN). Se clicchi e ricevi un errore di "timeout" o "sito non raggiungibile", non è la tua connessione: è che quel portale è "chiuso" all'esterno.

2. La soluzione tramite Portale SIDI

Nonostante l'intoppo del link, puoi gestire la procedura autonomamente passando per il SIDI, a patto di avere a disposizione i due codici fondamentali ricevuti via mail:

  • Codice di Emergenza

  • Codice di Visualizzazione

I passaggi da seguire:

  1. Accedi al portale SIDI.

  2. Vai nella sezione dedicata alla Firma Digitale.

  3. Cerca il link al Portale per il recupero PIN/PUK (gestito in collaborazione con Difesa).

  4. Inserisci i codici ricevuti via mail per sbloccare la visualizzazione delle credenziali della tua carta.

La schermata del SIDI (Entrare con SPID o CIE)

3. Attivazione Finale

Una volta recuperati i codici tramite il SIDI, la procedura si sposta sul "fisico":

  • Utilizza il Kit di Firma (lettore di smart card e software da prendere qui).

  • Inserisci la carta ATE e procedi con l'attivazione o il cambio PIN se richiesto dal software.

Per Attivare usare la Funzione Evidenziata


Nota Tecnica: Assicuratevi che i driver del lettore siano aggiornati. Spesso i problemi di mancata lettura della carta non dipendono dal chip, ma dal middleware (il software che fa parlare PC e Carta) non aggiornato alle ultime specifiche della Difesa.

martedì 3 febbraio 2026

Synology Blindato: Come bloccare tutto il mondo (tranne l'Italia) con il Firewall Geo-IP

Se, come me, esponete servizi del vostro NAS Synology su Internet, sapete bene che il web è una giungla. Botnet russe, scanner cinesi e script automatici bussano alla vostra porta digitale migliaia di volte al giorno.

Non serve essere paranoici, basta essere previdenti. Oggi vi spiego come configurare il firewall del Synology per accettare connessioni solo dall'Italia (e dai paesi che vi servono davvero), rendendo il vostro NAS invisibile al 99% del globo.

È una configurazione che ho testato personalmente sul mio NAS Synology e che mi permette di dormire sonni "abbastanza" tranquilli senza dover gestire VPN complicate quando non posso.

Perché il Geo-Blocking?

Il concetto è semplice: se abito a Varese e lavoro a Varese, perché il mio NAS dovrebbe rispondere a un IP proveniente da Taiwan o dal Kansas?
Bloccando intere nazioni a livello di firewall, riduciamo drasticamente la "superficie d'attacco". Il firewall scarta i pacchetti malevoli prima che arrivino al servizio specifico o DSM, risparmiando CPU e rischi.

La Regola d'Oro: "Prima la LAN, poi il resto"

Attenzione: Prima di toccare qualsiasi cosa, dobbiamo creare una "scialuppa di salvataggio". Se sbagliate le regole e vi chiudete fuori, ma avete permesso l'accesso alla rete locale, potrete sempre entrare da casa per correggere.

Guida Passo-Passo

Ecco come configurare il DSM (funziona sia su DSM 6 che 7):

1. Abilitare il Firewall

Andate in Pannello di Controllo > Sicurezza > Firewall.
Assicuratevi che la spunta "Attiva firewall" sia presente.
Sotto "Profilo firewall", cliccate su Modifica regole.

2. Regola 1: Salva te stesso (Accesso LAN)

Questa regola deve essere sempre IN CIMA alla lista.

  • Crea nuova regola

  • Porte: Tutte

  • IP Sorgente: Seleziona "IP Specifico" > "Sottorete".

    • Inserisci la tua classe IP locale (es. 192.168.1.0 o 192.168.178.0 per i fan del Fritzbox).

    • Subnet mask: 255.255.255.0

  • Azione: Consenti.

3. Regola 2: L'Italia (e gli amici)

Ora apriamo la porta solo a chi vogliamo.

  • Crea nuova regola

  • Porte: Seleziona "Seleziona da un elenco...".

    • Scegliete i servizi da esporre (es. WebDAV porta 5005/5006 o la vostra porta personalizzata tipo 7234).

  • IP Sorgente: Seleziona Posizione (Location).

    • Nella lista, cercate e spuntate Italia.

    • Tip: Se avete operatori mobili particolari (come Spusu o Fastweb che a volte usano IP esteri), potreste voler aggiungere anche Austria o Svizzera per evitare falsi positivi.

  • Azione: Consenti.

4. Regola 3: Il Muro Finale

Ora diciamo al firewall cosa fare con "tutti gli altri".

  • In basso a destra nella finestra, trovate l'opzione: "Se nessuna regola è soddisfatta:".

  • Impostate su: Nega Accesso.

L'ordine finale deve essere:

  1. ✅ LAN Locale (Consenti)

  2. ✅ Italia - Porte del Servizio che vuoi attivare (Consenti)

  3. ⛔ Tutto il resto del mondo (Nega - Implicito dall'impostazione finale)

Come testare se funziona?

Non fidatevi sulla parola. Usate un tool esterno come Check-Host.net (selezionando "TCP Port").
Inserite il vostro IP:PORTA.


Dovreste vedere una sfilza di "Connection timed out" (Rosso) da New York, Mosca, Londra... e un bel "Connected" (Verde) solo sul nodo di Milano.

Oppure usate una VPN come Proton VPN gratuita e selezionate un Paese diverso dall'Italia!

Conclusione

Con 5 minuti di configurazione avete trasformato il vostro NAS da un bersaglio pubblico a una fortezza accessibile solo da casa nostra. Comodità e sicurezza possono convivere, basta configurarle bene.

Buon setup a tutti!