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lunedì 2 novembre 2026

SMS of Death: la vulnerabilità zero-click che manda in crash Android (e cosa fare)

Immagina un SMS che non vedrai mai, non comparirà nella tua lista di conversazioni e non ti chiederà di cliccare su nulla. Eppure, nel momento in cui viene recapitato, il tuo telefono potrebbe riavviarsi, interrompere una chiamata in corso o, nei casi peggiori, entrare in un ciclo infinito di malfunzionamenti. Non è fantascienza: si chiama "SMS of Death" ed è una vulnerabilità scoperta dal ricercatore indipendente Mark B., che l'ha resa pubblica lo scorso 29 ottobre dopo mesi di confronto con Google.

Il difetto è tracciato come CVE-2026-58882 e colpisce il framework di telefonia di Android. La particolarità? È un attacco zero-click: non serve alcuna interazione da parte della vittima. Il messaggio dannoso viene inviato come data SMS su una porta di servizio (la 2948, quella usata dal WAP Push) e non appare mai nell'interfaccia utente. L'utente non vede né il testo né il numero del mittente.

Come funziona il crash
Il problema risiede nel componente WapPushOverSms, incaricato di decodificare i messaggi WAP Push. In pratica, il sistema legge un valore di lunghezza in formato a 64 bit, ma lo converte in un intero a 32 bit senza verificare che il valore rientri in un intervallo valido. Un valore appositamente scelto diventa negativo dopo la conversione (nello specifico, -2147483648), e il sistema tenta di allocare un array di dimensione negativa. A quel punto, Java lancia un'eccezione NegativeArraySizeException e il processo com.android.phone va in crash.

Il riavvio del processo richiede solo un paio di secondi, ma anche questa breve interruzione è sufficiente per far cadere una chiamata vocale in corso. Il vero problema, però, è che il messaggio danneggiato rimane nella coda interna degli SMS e viene riprocessato al riavvio successivo, innescando un nuovo crash. Un solo SMS può causare un ciclo di riavvii senza che l'attaccante debba inviare altro.

Chi è a rischio (e chi no)
La vulnerabilità è stata riprodotta su dispositivi con versioni di Android dalla 12 alla 16, e il ricercatore ritiene che il range interessato sia Android 12–17. Google ha rilasciato una correzione il 15 giugno, inclusa nel bollettino di sicurezza di ottobre 2026 per Android 14, 15, 16 e 17.

Il punto dolente è per i dispositivi più vecchi: Android 12 e 13 non riceveranno la patch ufficiale, perché hanno raggiunto la fine del ciclo di supporto (EOL). Se il produttore non ha rilasciato un aggiornamento firmware eccezionale, questi telefoni rimarranno permanentemente esposti.

Cosa puoi fare se hai un telefono non patchato
Al momento non esiste un modo per "disattivare" il WAP Push a livello di sistema tramite impostazioni o codici segreti: l'elaborazione avviene nel framework di telefonia, prima che il messaggio raggiunga qualsiasi app di messaggistica. Le contromisure praticabili sono due, entrambe orientate a limitare i danni una volta che il crash si è verificato.

1. WapGuard (senza root, richiede Shizuku)
È un'app open source che, tramite l'autorizzazione Shizuku, esegue gli stessi passaggi di pulizia che si farebbero manualmente via ADB. Individua nella coda content://sms/raw i messaggi WAP Push rimasti "bloccati" per più di due minuti e li elimina, impedendo che vengano riprocessati al riavvio. Non previene il crash, ma evita che un singolo messaggio si trasformi in un ciclo infinito di riavvii. Su Android 12 e 13, dove non esiste patch, è l'unica mitigazione software disponibile senza root.

2. WapVoid (richiede root e LSPosed)
Se il tuo dispositivo è rootato, questo modulo LSPosed aggancia il processo com.android.phone e neutralizza l'eccezione alla radice, impedendo il crash del servizio telefonico. È la soluzione più efficace, ma richiede una configurazione più invasiva.

In entrambi i casi, se il telefono è già bloccato in un loop, il recupero manuale via ADB (con un computer) è possibile, ma richiede un intervallo di tempo in cui Android riesce a caricarsi prima del crash successivo. Il ripristino delle impostazioni di fabbrica va evitato come prima opzione, perché non rimuove il messaggio dalla coda e causa solo la perdita dei dati locali.

In conclusione
"SMS of Death" è un promemoria di quanto sia critica la filiera degli aggiornamenti di sicurezza. Se hai un telefono con Android 14 o superiore e hai installato la patch di ottobre 2026, puoi stare relativamente tranquillo. Se invece usi un dispositivo con Android 12 o 13 (come il mio Redmi Note 10 5G), la protezione ufficiale non arriverà: l'unica strada è monitorare la coda degli SMS con strumenti come WapGuard, oppure, se la stabilità delle chiamate è una priorità, considerare il passaggio a un dispositivo ancora supportato.

La pubblicazione del codice di exploit rende la verifica alla portata di chiunque, ma abbassa anche la soglia per possibili abusi. Come sempre, la prevenzione migliore resta tenere il sistema aggiornato, se e quando gli aggiornamenti esistono ancora.

giovedì 29 ottobre 2026

Tracking pixel nelle e-mail – Riassunto delle Linee Guida del Garante Privacy

Tracking pixel nelle e-mail – Riassunto delle Linee Guida del Garante Privacy

Con il Provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato le Linee Guida sull'uso dei tracking pixel nelle comunicazioni e-mail.

Inquadramento giuridico

I tracking pixel sono qualificati come strumenti di tracciamento assimilabili ai cookie: raccolgono informazioni riconducibili all'utente (apertura, orario, dispositivo) e rientrano quindi nell'ambito dell'art. 122 del Codice Privacy.

Principi chiave

  • Consenso obbligatorio: per l'uso dei pixel è necessario il consenso preventivo dell'utente, salvo che la comunicazione sia strettamente necessaria per il servizio richiesto.
  • Natura della comunicazione: le regole si applicano diversamente a seconda che l'e-mail sia commerciale, informativa, istituzionale o di servizio.
  • Consenso abbinabile: è possibile associare il consenso al tracciamento a quello per la ricezione di e-mail promozionali, purché la richiesta sia trasparente e neutra (evitando consent fatigue).
  • Revoca semplice: l'utente deve poter disattivare il tracciamento in qualsiasi momento tramite un meccanismo nel footer di ogni e-mail, senza perdere le comunicazioni.
  • Privacy by design: i mittenti devono usare identificativi tecnici non intellegibili e non sequenziali, separandoli dall'indirizzo e-mail effettivo, così da minimizzare i dati esposti nella richiesta tecnica generata dal pixel.

Termine di adeguamento

Gli operatori hanno avuto sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con scadenza fissata al 29 ottobre 2026. La verifica del rispetto è stata inserita tra le attività ispettive programmate per il secondo semestre 2026.

Esempio di tracking pixel in un'e-mail

Il codice HTML (invisibile al destinatario)

In un'e-mail di marketing, nel corpo del messaggio, viene inserito un tag immagine con un URL tracciante:

<img src="https://trac.esempio.com/open?id=a8f3k2x9&campaign=blackfriday26" 
     width="1" height="1" alt="" style="display:none;" />

L'utente non lo vede: è un pixel 1×1, trasparente o nascosto.

Cosa succede quando l'e-mail viene aperta

┌─────────────────────────────────────────────────────────┐
│  E-MAIL RICEVUTA DA MARCO                               │
│  Oggetto: "Saldi Black Friday – Fino al -50%"           │
│                                                         │
│  "Ciao Marco, ecco le nostre offerte esclusive..."      │
│                                                         │
│  [CONTENUTO VISIBILE]                                   │
│                                                         │
│  ─────────────────────────────────────────              │
│  Unsubscribe | Gestisci preferenze                      │
│                                                         │
│  [PIXEL INVISIBILE QUI ↓]                               │
│  <img src="https://trac.esempio.com/open?id=a8f3k2x9" />│
└─────────────────────────────────────────────────────────┘

La richiesta tecnica generata

Quando l'utente apre l'e-mail, il client di posta scarica automaticamente quell'immagine dal server del mittente:

GET /open?id=a8f3k2x9&campaign=blackfriday26 HTTP/1.1
Host: trac.esempio.com
User-Agent: Mozilla/5.0 (Windows NT 10.0...)
Accept: image/*

Il server registra:

  • Chi ha aperto (tramite l'ID associato all'indirizzo e-mail)
  • Quando (timestamp della richiesta)
  • Da dove (IP, dispositivo, client di posta)


Con le nuove Linee Guida del Garante

Il sistema conforme dovrebbe funzionare così:

PrimaDopo (conforme)
id=marco.rossi@email.comid=a8f3k2x9 (token opaco, non sequenziale)
L'indirizzo e-mail circola nella richiestaL'ID è separato dall'indirizzo in un layer interno
Nessun consenso esplicitoCheckbox nel footer per disattivare il tracciamento
Pixel sempre attivoPixel caricato solo dopo consenso


Esempio di footer conforme

<p style="font-size:12px;">
  Ricevi questa e-mail perché ti sei iscritto alla newsletter.
  <a href="https://esempio.com/unsubscribe">Disiscriviti</a> ·
  <a href="https://esempio.com/preferences">Gestisci preferenze</a> ·
  <a href="https://esempio.com/disable-tracking">Disattiva tracciamento</a>
</p>

In sintesi: l'utente vede un'immagine invisibile, ma dietro si attiva una richiesta HTTP che comunica al mittente "questa persona ha aperto l'e-mail, da questo dispositivo, a quest'ora". È esattamente il meccanismo che il Garante ora sottopone a consenso.

Come accedere a Spaggiari tramite SPID

SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, è la chiave di accesso semplice, veloce e sicura ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Insieme alla CIE, la Carta d'Identità Elettronica, è la modalità con cui gli utenti dell'istituto, personale scolastico, genitori e studenti, accedono al registro elettronico ClasseViva e agli altri servizi del Gruppo Spaggiari.

Attenzione! Con la Legge n. 182/2025 (Art. 51) l'accesso ai registri online tramite identità digitale è diventato obbligatorio per tutti gli istituti; con il DL n. 45/2025 l'obbligo è stato esteso anche alle scuole paritarie. La scuola può però concedere eccezioni ai singoli utenti che non dispongono ancora di SPID o CIE: in quel caso l'accesso continua ad avvenire con le credenziali, eventualmente insieme a un codice OTP.

Che cosa serve
Un'identità digitale SPID oppure una CIE con il relativo PIN.
Che l'istituto abbia convalidato il codice fiscale dell'utente. È un passaggio che spetta alla scuola: senza questa convalida l'accesso con SPID non funziona, anche se l'identità digitale è valida.
Suggerimento. Per chi non ha ancora SPID o CIE, consiglio di richiedere la CIE in comune oppure usare il link alla creazione dello SPID con LEPIDA (Leggi più avanti)

Come accedere
Aprire la pagina di accesso di ClasseViva.
Sotto il riquadro delle credenziali, alla voce "In alternativa", scegliere Entra con SPID oppure Entra con CIE.
Selezionare il gestore che ha rilasciato l'identità digitale e completare l'autenticazione come per qualsiasi altro servizio pubblico.
Al termine si viene riportati automaticamente all'interno del proprio profilo.
Pagina di login con i pulsanti Entra con SPID ed Entra con CIE


Utenti con più profili
L'accesso con identità digitale è legato alla persona: con il proprio SPID si entra in tutti i profili attivi collegati alla stessa utenza. Vale, per esempio, per chi ricopre più ruoli nello stesso istituto o per un genitore con più figli iscritti.

Attenzione! Se dopo l'accesso non compaiono tutti i profili attesi, significa che per quelli mancanti il codice fiscale non è ancora stato convalidato dalla scuola.

Selezionate il codice meccanografico della scuola di appartenenza e quindi memorizzatelo se avete solo questa scuola da selezionare. Poi accedete tramite CIE o SPID (Come SPID gratuito consiglio LEPIDA ancora gratuito per tutti!)




Se l'accesso restituisce un errore
Nonostante le pagine di login di Spaggiari siano configurate per permettere a tutti di accedere con lo SPID, è l'istituto a dover certificare i codici fiscali dei propri utenti: personale scolastico, genitori e studenti maggiorenni. Se la scuola non esegue questo passaggio, l'utente che non è stato certificato non può comunque eseguire la sua login tramite SPID.

Perciò, se il personale non accede, oppure se un genitore o uno studente ricevono un errore, la verifica da fare è sempre la stessa: controllare con la segreteria che l'utenza sia stata certificata correttamente.