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venerdì 9 ottobre 2026

IDEA Identity Easy Access

L'app IDEA e le sue Funzioni
L'app IDEA e le sue Funzioni
L'app IDEA
                                    L'app IDEA

Come verificare CIE e Passaporto con l'App IDEA: La Guida Completa



Hai mai avuto il dubbio che un documento d'identità fosse falso? O semplicemente desideri verificare l'autenticità di una CIE (Carta d'Identità Elettronica) o di un Passaporto prima di accettarlo?



Il Ministero dell'Interno mette a disposizione uno strumento ufficiale e gratuito: IDEA (Identity Easy Access). In questo articolo ti spiego passo dopo passo come usarlo per verificare i documenti in modo rapido e sicuro.




Cos'è IDEA e a cosa serve

IDEA è l'acronimo di Identity Easy Access. Si tratta di un'applicazione sviluppata dal Ministero dell'Interno che permette di:


  • Verificare l'autenticità della Carta d'Identità Elettronica (CIE)
  • Controllare la validità del Passaporto Elettronico
  • Leggere i dati contenuti nel chip del documento tramite NFC
  • Confrontare i dati letti con quelli stampati sul documento



È uno strumento pensato principalmente per operatori professionali (come albergatori, noleggiatori, istituti di credito), ma può essere utilizzato anche da privati cittadini che desiderano maggiore sicurezza.



Come funziona la verifica con IDEA

Prerequisiti

Per utilizzare IDEA hai bisogno di:

  1. Uno smartphone con tecnologia NFC (Near Field Communication)
  2. L'app IDEA scaricabile dagli store ufficiali
  3. Il documento da verificare (CIE o Passaporto)
  4. Il PIN del documento (per CIE e Passaporto, solitamente fornito insieme al documento stesso)

Procedura passo dopo passo

Passo 1: Scarica e apri l'app

Scarica IDEA da Google Play Store o Apple App Store. Al primo avvio, potrebbe essere richiesta una registrazione o l'inserimento di un codice di accesso, a seconda della versione.

Link Google Play: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ipzs.nfccardreader&hl=it

Passo 2: Seleziona il tipo di documento

Scegli se vuoi verificare una CIE o un Passaporto. L'app ti guiderà nella procedura specifica.

Passo 3: Posiziona il documento sul sensore NFC

Appoggia il documento sull'area NFC del tuo smartphone (di solito sul retro, vicino alla fotocamera). L'app inizierà a leggere il chip.

Passo 4: Inserisci il PIN

Ti verrà richiesto di inserire il PIN del documento. Per la CIE, le prime 4 cifre sono spesso le ultime 4 del codice fiscale o un PIN fornito allo sportello. Per il Passaporto, il PIN è indicato sulla lettera di accompagnamento.

Passo 5: Verifica i dati

L'app leggerà i dati dal chip e li confronterà con quelli visibili sul documento. Potrai vedere:

  • Nome e cognome
  • Data di nascita
  • Luogo di nascita
  • Numero del documento
  • Data di scadenza
  • Foto (se presente nel chip)

Passo 6: Esito della verifica

L'app ti comunicherà se il documento è autentico o se ci sono anomalie. Se i dati corrispondono e il chip è leggibile, il documento è valido.

Vantaggi dell'uso di IDEA

  • Sicurezza: Verifica ufficiale basata sul chip elettronico, difficile da contraffare
  • Gratuità: L'app è gratuita
  • Rapidità: La verifica richiede pochi secondi
  • Affidabilità: Sviluppata dal Ministero dell'Interno, è lo standard ufficiale

Limiti e considerazioni

  • Richiede NFC: Non tutti gli smartphone hanno questa tecnologia
  • PIN necessario: Senza PIN non è possibile completare la verifica
  • Non sostituisce i controlli di legge: Per gli operatori, rimane l'obbligo di identificazione visiva
  • Privacy: I dati vengono letti localmente e non vengono inviati a server esterni (a meno che non sia previsto dalla specifica versione dell'app)

Conclusione

IDEA è uno strumento potente e semplice per verificare l'autenticità di CIE e Passaporto. Se sei un operatore professionale o un privato attento alla sicurezza, questa app può fare la differenza.

Nota: Per informazioni sempre aggiornate, ti consiglio di consultare direttamente il sito ufficiale del Ministero dell'Interno o la pagina dedicata all'app IDEA, poiché procedure e requisiti possono variare nel tempo.

Maledetto BIOS HP

PC HP 250 G7, purtroppo spento durante l'update del BIOS... 

Si blocca e non si avvia più! Come fare?

Prima di tutto cercate l'utility di update del bios sul sito HP



Ora scaricatelo ed eseguitelo su un PC diverso, una volta aperto vi chiederà se volete realizzare una chiavetta USB, fatela (attenzione che cancella tutto!)

Inseritela nel PC HP spento... se era bloccato dovete lasciare scaricare la batteria.

Accendere il PC con alimentatore collegato e premete continuamente il tasto Windows (la banderuola in basso a sinistra) e il tasto B (contemporaneamente e continuamente)

Si avvia con schermata BLU e inizia a caricare il BIOS


Lasciate fare, si riavvierà in tutto tre volte...

Ora apparirà questa interfaccia:


Una volta finito, per pochi secondi mostrerà un errore dicendo che il BIOS è stato ripristinato e si spegnerà nuovamente ripartendo con Windows...

Ecco fatto. Buon lavoro!


martedì 6 ottobre 2026

Anonimizzazione Dati Locale con Rizzo-PII: L'AI Verticale Open Source per la Privacy in Italia

Anonimizzazione Dati Locale con Rizzo-PII: L'AI Verticale Open Source per la Privacy in Italia

L'Italia ha davvero perso il treno dell'Intelligenza Artificiale? La risposta secca è no, ma la strategia vincente non è sfidare i colossi americani sul loro terreno con modelli generalisti da centinaia di miliardi di parametri. Il vero valore per le nostre aziende e la pubblica amministrazione risiede nei modelli piccoli, verticali e specializzati.

Un esempio eccellente di questa visione è Rizzo-PII, un progetto open source rilasciato con licenza MIT che affronta uno dei problemi più spinosi della gestione dati moderna: l'anonimizzazione dei documenti prima del loro invio verso servizi Cloud LLM esterni (come ChatGPT, Claude o Gemini).


Cos'è Rizzo-PII e come funziona

Rizzo-PII è un modello SLM (Small Language Model) da circa 300 milioni di parametri progettato per individuare, mascherare e ripristinare automaticamente i dati personali (PII - Personally Identifiable Information) presenti nei testi in lingua italiana.

A differenza delle classiche regole basate unicamente su espressioni regolari (Regex) — spesso rigide e inefficaci di fronte a refusi o contesti complessi — Rizzo-PII sfrutta la comprensione del contesto linguistico per riconoscere 22 categorie di dati sensibili, tra cui:

  • Anagrafica: Nomi, cognomi, date e luoghi di nascita.
  • Fiscali e Bancari: Codici Fiscali, Partite IVA, IBAN.
  • Contatti e Recapiti: Indirizzi fisici, e-mail, numeri di telefono.
  • Identificativi Tecnici e Immobiliari: Targhe veicolari, dati catastali, indirizzi IP.

Il workflow ideale: Anonimizzazione → Cloud → De-anonimizzazione

L'architettura del progetto si basa su una pipeline circolare pensata per chi desidera usare i grandi modelli Cloud senza violare la normativa GDPR o esporre dati aziendali riservati:

  1. Elaborazione Locale: Il documento viene processato al 100% in locale (senza chiamate API, senza cloud e senza telemetria).
  2. Mascheramento (Anonimizzazione): Il modello sostituisce le informazioni sensibili con segnaposto unici (es. [NOME_1], [CODICE_FISCALE_1]) salvando una mappa di cifratura/corrispondenza in locale.
  3. Elaborazione Cloud: Il testo "pulito" viene inviato in sicurezza al LLM di turno per la sintesi, la traduzione o l'analisi.
  4. Ripristino (De-anonimizzazione): Una volta ricevuta la risposta dal Cloud, il sistema locale riassocia automaticamente i segnaposto ai valori originali.

Come provarlo e dove scaricarlo

La forza di questo progetto sta nell'accessibilità. Non serve configurare ambienti complessi per testarne le potenzialità: è possibile provarlo subito **direttamente dal browser** senza installare nulla, oppure scaricare il modello e la documentazione tecnica dalla repository ufficiale.


Risorse utili e link al progetto

Trattandosi di un progetto 100% open source con licenza MIT, chiunque può testarlo, integrarlo nei propri software o contribuire al miglioramento del dataset:

I progetti verticali come Rizzo-PII dimostrano che la vera forza dell'ecosistema AI italiano sta nella capacità di risolvere problemi specifici, garantendo la totale sovranità sui dati e costi operativi ridotti.

L'IA per la programmazione anche in Locale: OLLAMA

C'è un momento preciso in cui ho capito che qualcosa era cambiato. Non è stato quando ho visto ChatGPT scrivere una funzione in Python in due secondi. Non è stato quando ho scoperto Ollama. È stato quando mi sono accorto che stavo parlando con l'AI come se fosse un collega, non come se fosse Google.

"Guarda, ho una RTX 3050 da 4GB, non ci sta il 14B. Cosa mi conviene usare?"

E l'AI mi ha risposto come un consulente, non come un motore di ricerca.

Da lì ho capito una cosa: non ero più un semplice utente di AI. Ero diventato quello che oggi mi piace chiamare un Vibe Coder Consapevole.

Cosa vuol dire "Vibe Coder Consapevole"

Il termine "Vibe Coding" l'ha coniato Andrej Karpathy all'inizio del 2025. L'idea è semplice: descrivi a voce ciò che vuoi, lasci che l'AI scriva il codice, e non ti preoccupi troppo di come funziona sotto il cofano. È un modo di programmare per vibrazioni, per intuito, per dialogo.

Ma c'è una differenza fondamentale tra chi fa vibe coding e chi lo fa con consapevolezza.

Il Vibe Coder Consapevole:

    Sa cosa vuole — non chiede "fammi un sito", chiede "fammi una pagina con questi tre pulsanti, questo colore, che salva su localStorage"

    Sa riconoscere i limiti — non chiede a un modello 3B di fare quello che può fare solo un 70B

    Sa quando fermarsi — non si fida ciecamente, verifica, testa, capisce cosa gli viene dato

    Sa scegliere gli strumenti — non usa il martello più grande per ogni chiodo

In pratica: usa l'AI come strumento, non come oracolo.
Come ci sono arrivato

Il mio percorso è stato tutto in discesa, ma con qualche curva.

Fase 1 - La scoperta

Ho iniziato come tutti: ChatGPT, poi Claude, poi Gemini. Ogni volta che avevo un problema, chiedevo. Funzionava, ma era tutto in cloud. I miei dati, le mie idee, i miei esperimenti passavano per server che non erano miei.

Poi ho scoperto Ollama. Un programma che ti fa girare modelli AI sul tuo computer, in locale, senza mandare niente a nessuno. La prima volta che ho lanciato ollama run llama3.2:3b e ho visto la risposta apparire nel terminale, senza internet, ho pensato: "Ok, questa è la svolta."

Fase 2 - La delusione

La svolta è durata poco. Ho scaricato il modello più grosso che potevo, qwen2.5-coder:14b, tutto contento. Risultato? Il mio portatile con RTX 3050 da 4GB di VRAM andava a rilento, la CPU si scaldava, le risposte arrivavano dopo dieci secondi. E io pensavo: "Ma allora l'AI locale è una ciofeca."

Non era vero. Era la VRAM. Stavo cercando di mettere un modello da 9 GB in 4 GB di memoria video. Era come mettere un elefante in una Smart.

Fase 3 - La consapevolezza

E qui arriva la parte importante. Ho iniziato a studiare il mio hardware. Quanta VRAM ho? Quanta RAM? Che CPU? Che GPU? E soprattutto: quale modello ci sta davvero dentro?

Ho scoperto che il mio PC poteva eseguire benissimo modelli da 3B, e che qwen2.5-coder:3b è un piccolo gioiello: occupa 2 GB, gira tutto sulla GPU, risponde in meno di due secondi, e scrive codice Python decente. Non sarà GPT-4, ma per i miei script di automazione, l'analisi di CSV, la scrittura di piccoli programmi — è più che sufficiente.

Da lì è cambiato tutto. Non chiedevo più all'AI di fare quello che non poteva. Chiedevo all'AI di fare quello che poteva fare bene.

Il progetto: Ollama Setup + Model Selector

Da questo percorso è nato un piccolo progetto a cui sono affezionato: un programma Windows in PowerShell con interfaccia grafica che automatizza il setup di Ollama in modo consapevole.

Cosa fa:
  1. Rileva automaticamente il tuo hardware — VRAM, RAM, CPU, GPU, NPU
  2. Ti suggerisce solo i modelli che il tuo PC può davvero eseguire — niente più download da 20 GB che poi vanno a rilento
  3. Ti avvisa se stai per scaricare qualcosa di troppo grande — con un messaggio chiaro: "questo richiede 10 GB di VRAM, tu ne hai 4"
  4. Crea una struttura di cartelle pulita — C:\IA\Modelli e C:\IA\Ollama\Installer
  5. Scarica e installa Ollama in un colpo solo
  6. Ti apre la GUI di Ollama per iniziare a chattare subito
Non è un programma rivoluzionario. È uno di quei piccoli strumenti che ti fanno risparmiare due ore di smanettamenti, che ti evitano di scaricare il modello sbagliato, che ti fanno partire con il piede giusto.

E soprattutto: è un esempio di Vibe Coding Consapevole. L'ho scritto in gran parte dialogando con l'AI, correggendo, aggiustando, ripensando. Ma ogni scelta — la soglia della VRAM, i modelli suggeriti, il layout dell'interfaccia — è frutto di decisioni mie, non di improvvisazione.
Scaricalo

Se anche tu hai un PC "normale" — non una workstation da 64 GB di VRAM — e vuoi iniziare a esplorare l'AI locale senza perdere tempo in configurazioni, questo strumento fa per te.


Come si usa:

    Scarica il file .exe

    Esegui (potrebbe essere segnalato dall'antivirus perché è un eseguibile PowerShell compilato - è normale, puoi controllarlo tu stesso aprendolo come script)

    Vedrai il tuo hardware rilevato

    Scegli il modello tra quelli compatibili

    Premi "1) INSTALLA OLLAMA"

    Poi     "2) SCARICA MODELLO"

    Infine "3) APRI GUI OLLAMA" e inizia a chattare

Tutto in locale. Niente cloud. Niente account. Niente fronzoli.



Cosa ho imparato da questo viaggio

Tre cose, in ordine di importanza.

La prima: l'AI non è magia. È uno strumento, e come ogni strumento va scelto in base a cosa devi fare. Il modello più grande non è il migliore - è solo il più grande.

La seconda: l'AI locale non è "la versione povera" dell'AI cloud. È un'altra cosa. È privacy, è indipendenza, è controllo. Se ti serve velocità e potenza bruta, vai in cloud. Se ti serve riservatezza e sperimentazione, l'AI locale è imbattibile.

La terza: il Vibe Coder Consapevole non è quello che sa tutto. È quello che sa cosa non sa, e non ha paura di chiedere. Ogni pezzo di questo progetto è nato da una domanda che ho fatto all'AI. Ma ogni risposta che ho ricevuto, l'ho valutata io. Ho detto "no, così non va" più volte che "sì, perfetto". È questo il punto.
Prossimi passi

Il prossimo progetto? Probabilmente qualcosa per l'analisi di CSV in locale, usando qwen2.5-coder:3b come motore. Perché alla fine, la cosa bella di questo percorso è che più impari, più cose vuoi provare.

Se hai domande, se hai provato lo strumento, se hai suggerimenti — scrivimi. Il blog esiste per questo.

Buon vibe coding. Consapevole.

Marco Mira: Vibe Coder Consapevole, con soli 4 GB di VRAM e molte idee.

Scritto a due mani e una IA... Consapevolmente. Buon lavoro a tutti!

giovedì 1 ottobre 2026

La polizza sanitaria integrativa del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

Attenzione: Post in Aggiornamento con Notizie

Decorrenza della Copertura

  • Adesioni entro il 20 settembre 2026: La copertura è attiva dal 30 settembre 2026.

  • Adesioni dopo il 20 settembre 2026:

    • Adesione effettuata dal 1° al 15 del mese: copertura attiva dal 1° del mese successivo.

    • Adesione effettuata dal 16 alla fine del mese: copertura attiva dal 15 del mese successivo.

Procedura di Registrazione su App e Portale UniSalute

L'accesso alla propria posizione e ai servizi integrativi avviene tramite l'Area Riservata del sito UniSalute o l'applicazione per smartphone/tablet (UniSalute / UniSalute Up).

  1. Accesso alla schermata di registrazione:

    • Aprire l'App UniSalute oppure accedere al sito unisalute.it.

    • Selezionare Area Riservata e poi Registrati adesso.

    • Scegliere la sezione dedicata alle Persone / Assicurati UniSalute.

  2. Inserimento dati e verifica:

    • Compilare i campi richiesti inserendo il proprio Codice Fiscale e l'indirizzo e-mail (quello utilizzato nella procedura di adesione sul portale MIM).

    • Prestare il consenso al trattamento dei dati e confermare la richiesta.

  3. Primo Login:

    • Verrà inviata una password temporanea all'indirizzo e-mail inserito.

    • Al primo accesso, il sistema chiederà di sostituire la password temporanea con una password personale.

    • Le medesime credenziali (Username/E-mail e Password) consentiranno l'accesso sia al sito web sia all'applicazione mobile.

Avvertenza sulle tempistiche tecniche e d'errore su CF

Il caricamento dei flussi anagrafici dal MIM ad UniSalute richiede tempi tecnici di elaborazione. Se si tenta di effettuare la registrazione prima che i dati siano stati correttamente sincronizzati tra i due sistemi, il Codice Fiscale non verrà riconosciuto.

Il MIM e la compagnia raccomandano di attendere circa 20 giorni dalla data d'adesione (o l'invio della notifica di avvenuta attivazione) prima di procedere alla creazione dell'account.

 

Funzionalità dell'Area Riservata

Una volta completato l'accesso, tramite la piattaforma è possibile:

  • Consultare il Piano Sanitario: Verificare i dettagli delle coperture (ricoveri, interventi, prestazioni odontoiatriche e pacchetti di prevenzione).

  • Gestire la rete convenzionata: Cercare strutture sanitarie e medici convenzionati ed effettuare prenotazioni dirette.

  • Richieste di rimborso: Inoltrare la documentazione per le spese mediche e monitorare lo stato di lavorazione delle pratiche.

  • Aggiornamento dati: Inserire o modificare le proprie coordinate bancarie (IBAN) per l'accredito dei rimborsi.


ATTENZIONE: Non hai bisogno dell'applicazione esterna "SiSalute Up".
Per la tua polizza MIM ti basta utilizzare esclusivamente UniSalute Up: troverai ed eseguirai tutti i servizi e le prestazioni SiSalute direttamente da lì dentro, senza dover inserire nuovamente la password


Facciamo un esempio, ho dolore al piede, vorrei fare una visita ortopedica... come procedo?

Ecco la procedura passo per passo, suddivisa nei due metodi possibili: in struttura convenzionata (consigliato, perché non anticipi soldi) oppure a rimborso.

Primo Step: Il prerequisito fondamentale (La Ricetta del Medico)

Prima di prenotare, occorre farsi rilasciare dal Medico di Medicina Generale (medico curante) una prescrizione/impegnativa per visita ortopedica.

Regola fondamentale di UniSalute: La ricetta deve contenere una patologia presunta o un quesito diagnostico (es. "Visita ortopedica per sospetta fascite plantare", "talalgia al piede destro" o "sospetta metatarsalgia"). Non vengono accettate ricette generiche con diciture come "visita di controllo" o solo "dolore al piede".

Opzione A: In Struttura Convenzionata (Consigliato – Pagamento Diretto)

Scegliendo una struttura della rete UniSalute, l'assicurazione paga direttamente la clinica.

  1. Apri l'App UniSalute Up (o accedi all'Area Riservata dal sito).

  2. Va sulla sezione Prenota seleziona Visita Specialistica e cerca Ortopedia.

  3. Cerca la struttura: Inserisci la tua città/CAP e scegli il centro medico o il professionista convenzionato più comodo.

  4. Inserisci la data e l'ora: Scegli tra le disponibilità mostrate a schermo.

  5. Carica la ricetta: Scatta una foto o allega il file PDF della prescrizione medica contenente la patologia.

  6. Invia la richiesta: UniSalute prenderà in carico la pratica e ti invierà una mail e una notifica di Autorizzazione con un codice.

  7. Il giorno della visita: Presentati in clinica con il codice di autorizzazione e il codice fiscale. Non dovrai pagare la visita (o pagherai solo un'eventuale franchigia minima, se prevista dal piano).

Opzione B: In Struttura Non Convenzionata (A Rimborso)

Se preferisci andare da un tuo medico di fiducia non convenzionato con UniSalute:

  1. Effettua la visita e paga il professionista, assicurandoti di farti rilasciare la fattura/ricevuta fiscale.

  2. Apri l'App UniSalute Up e seleziona la voce Richiedi Rimborso.

  3. Compila i dati richiesti: Data della prestazione, importo speso e tipo di visita.

  4. Allega i documenti:

    • Foto/PDF della fattura rilasciata dal medico;

    • Foto/PDF della ricetta del medico curante con il quesito diagnostico.

  5. Conferma l'IBAN presente sul tuo profilo per ricevere l'accredito del rimborso (secondo i massimali e le scoperte del piano sanitario MIM).

Conosci Pinokio?

Pinokio è un lanciatore universale "one-click" progettato per scaricare, installare e gestire applicazioni e modelli di Intelligenza Artificiale open source direttamente in locale.

In parole povere: è la fine degli esaurimenti nervosi legati ai conflitti tra librerie Python, alle variabili d'ambiente sballate, ai "git clone" infiniti e alle configurazioni manuali necessarie per far partire un progetto AI scaricato da GitHub. Fa tutto lui, impacchettando l'ambiente in modo pulito.


Ecco a cosa serve nello specifico e le sue caratteristiche tecniche:

  • Esecuzione strettamente in locale: Permette di testare e utilizzare tool di AI (come generatori di immagini, Large Language Models o software di clonazione vocale) creando un vero e proprio "localhost" privato sul PC. Tutti i runtime, i log e i file rimangono sulla tua macchina, garantendo la totale privacy dei dati senza farli passare per il cloud.

  • App Directory e One-Click Install: Funziona come un app store per l'open source. Cerchi il progetto che ti interessa, clicchi su "Installa" e Pinokio si occupa di tirare giù il repository, scaricare le dipendenze, configurare l'ambiente virtuale e avviare il demone/server locale.

  • Disk Saver (Ottimizzazione dello storage): I modelli AI (i file .safetensors, .ckpt, ecc.) e i pacchetti di installazione occupano uno spazio mostruoso. Pinokio integra un sistema che cerca i file identici byte-per-byte tra le varie applicazioni e li fa puntare allo stesso blocco di memoria fisica sul disco. Condivide le risorse senza alterare i percorsi che ogni singola app si aspetta di trovare, salvando svariati gigabyte.

  • Gestione ad ambienti isolati: Puoi installare, avviare e gestire versioni multiple o copie diverse dello stesso applicativo side-by-side, mantenendo gli ambienti perfettamente separati.

  • Automazione tramite Agenti AI: Include funzionalità per permettere ad agenti basati su IA di controllare le applicazioni stesse, creare script o automatizzare workflow senza dover scrivere codice d'integrazione aggiuntivo.

In sostanza, trasforma il computer in una sorta di server web personale per servizi AI chiavi in mano. Se hai hardware adeguato (soprattutto lato scheda video) e vuoi sperimentare senza "sporcare" o compromettere la configurazione del sistema operativo host, è lo strumento ideale.

Quando è l'ideale

  • Progetti AI con interfaccia Web (WebUI): Tool come ComfyUI, Automatic1111, Whisper, clonatori vocali o interfacce per LLM locali.

  • Se esiste già lo script Pinokio: Se il progetto è presente nello store di Pinokio (o qualcuno ha creato il file pinokio.json per quel repository), l'installazione è davvero un click.

  • Per evitare conflitti di dipendenze: Gestisce internamente versioni isolate di Python, Node.js, Git e PyTorch/CUDA. Se hai due progetti che richiedono versioni incompatibili della stessa libreria, Pinokio le tiene separate senza intaccare il sistema operativo host.

Quando NON è lo strumento giusto

  • Repository generici senza script dedicati: Se prendi un repository GitHub a caso che non è stato pacchettizzato per Pinokio, dovresti scriverti tu lo script JSON di installazione.

  • Sviluppo di codice e debugging: Se il tuo obiettivo è modificare il codice sorgente, fare commit, testare build o lavorare sulla repository, gli strumenti classici (VS Code, DevContainers, Docker, WSL, venv/conda) sono enormemente superiori e più flessibili.

  • Utility CLI, librerie o servizi backend: Tool da riga di comando, software C/C++/Rust, microservizi o container pensati per girare su server/Docker non traggono alcun vantaggio da Pinokio.

Gestire l'Aula Informatica con Veyon

Gestire un laboratorio d'informatica scolastico richiede strumenti affidabili per monitorare gli schermi, condividere le spiegazioni e, all'occorrenza, bloccare le postazioni per richiamare l'attenzione. Dopo varie prove, la soluzione Open Source definitiva è Veyon (l'erede del caro vecchio iTALC).

Pagina download: https://veyon.io/en/download/
Pagina su GitHub: https://github.com/veyon/veyon/releases/

Il manuale in italiano: https://docs.veyon.io/it/latest/

È gratuito, multipiattaforma e non richiede licenze annuali. Tuttavia, l'ostacolo principale per molti tecnici è la configurazione della rete: come gestisco i PC degli studenti se l'aula è in DHCP?

Ecco la guida rapida su come configurare Veyon in un ambiente scolastico con indirizzamento dinamico.

1. Architettura Base: Master e Service

L'installazione si divide in due parti:

Veyon Master: Il pannello di controllo, da installare solo sul PC del docente.

Veyon Service: Il demone silenzioso che gira in background, da installare sui PC degli studenti.

Tip per il deployment: Se l'aula è sotto dominio Active Directory, vi consiglio di distribuire l'installer MSI (silent install) direttamente tramite Group Policy (GPO) o tramite un veloce script PowerShell, per non dover passare macchina per macchina ma anche una installazione client x client non impiega tantissimo tempo!

2. Il nodo cruciale: L'Autenticazione

Per evitare che gli studenti più curiosi installino il Master e prendano il controllo dei compagni, Veyon usa l'autenticazione. La via più sicura è l'Autenticazione basata su file di chiave:

Dal Veyon Configurator sul PC Master, create una coppia di chiavi (Pubblica/Privata).

Esportate solo la chiave pubblica e importatela nella stessa sezione del configuratore su tutti i PC degli studenti.

3. Gestire i PC in DHCP (Il trucco del Lease lungo)

Molte guide dicono di impostare gli IP statici su tutti i PC, ma in una rete scolastica moderna è un incubo da mantenere. Se il vostro server DHCP (o il router, come ad esempio un Fritz!Box) è configurato con un lease abbastanza lungo, ecco le due soluzioni migliori:

Metodo A: Risoluzione tramite Nome Host (Consigliato)

Invece di creare l'aula inserendo gli indirizzi IP (192.168.1.10), inserite semplicemente i nomi NetBIOS/DNS dei computer (es. LAB-PC01, LAB-PC02).

Ogni volta che Veyon Master si avvia, interrogherà il DNS interno. Dato che il DHCP rinnova il lease sullo stesso nome host, i PC verranno sempre trovati, a prescindere dall'IP che hanno in quel momento.

Metodo B: DHCP Reservation (Binding MAC-IP)

Se volete la massima stabilità senza toccare le impostazioni delle schede di rete:

Accedete al router o al server DHCP.

Cercate i PC dell'aula e spuntate l'opzione "Assegna sempre questo indirizzo IP a questo dispositivo" (DHCP Binding).

I PC continueranno a chiedere l'IP in automatico, ma riceveranno sempre lo stesso IP in base al loro MAC Address.


4. Risolvere il problema del Wake-on-LAN

Una delle funzioni più comode di Veyon è accendere tutta l'aula con un clic.

Tuttavia, se i PC sono rimasti spenti per ore, il router potrebbe aver cancellato la tabella ARP (l'associazione tra IP e MAC Address) e il pacchetto di accensione andrà perso.

La soluzione: Nel Veyon Configurator, andate in Rete e impostate l'invio del pacchetto Wake-On-LAN in Directed Broadcast. Invece di mandarlo al singolo IP, impostatelo in modo che venga inviato all'indirizzo di broadcast della subnet (es. 192.168.1.255). In questo modo, il pacchetto "sveglia" raggiungerà fisicamente tutte le schede di rete, accendendo i PC all'istante.

martedì 29 settembre 2026

Come scaricare video da Internet gratis e senza pubblicità: Guida a Open Video Downloader

Vi è mai capitato di voler salvare un video da YouTube, un servizio di RaiPlay o una puntata da Mediaset Infinity per guardarla offline, ma di trovarvi di fronte a siti pieni di pubblicità ingannevoli o programmi a pagamento?

Oggi vediamo una delle soluzioni migliori, più sicure e completamente gratuite disponibili per Windows: Open Video Downloader.

Cos'è Open Video Downloader?

Open Video Downloader è un software gratuito e open-source (senza virus o spyware) basato sul celebre motore yt-dlp.

A differenza di molti convertitori online, questo programma:

  • Non ha pubblicità né banner invasivi.

  • Non richiede abbonamenti o registrazioni.

  • Supporta quasi tutti i siti video in chiaro: YouTube, RaiPlay, Mediaset Infinity, Dailymotion, Facebook, Vimeo e molti altri.

  • Permette di scegliere la risoluzione originale (fino a 4K) o di scaricare solo l'audio in MP3.

Passo 1: Scaricare il programma

Per installare l'applicazione su Windows a 64-bit, puoi scaricare l'installer ufficiale direttamente da GitHub utilizzando questo link sicuro:

👉 Scarica Open Video Downloader 3.2.1 per Windows (x64)

(File di installazione ufficiale Open.Video.Downloader_3.2.1_x64-setup.exe)

Per tutte le versioni https://github.com/jely2002/youtube-dl-gui/releases

Passo 2: Installazione su Windows

  1. Una volta completato il download, apri il file .exe appena scaricato.

  2. Se Windows SmartScreen mostra un avviso di sicurezza, clicca su Ulteriori informazioni e poi su Esegui comunque (il software è sicuro e open-source).

  3. Segui la procedura guidata a schermo cliccando su Avanti / Next fino a completare l'installazione.

  4. Avvia il programma dal desktop o dal menu Start.

Passo 3: Come scaricare un video

L'utilizzo è estremamente semplice:

  1. Copia il link: Vai sul sito web dove si trova il video (es. una pagina di YouTube, un servizio su RaiPlay o un video Mediaset) e copia l'indirizzo URL dalla barra in alto del browser.

  2. Incolla nell'app: Apri Open Video Downloader e incolla il link nella barra principale al centro della schermata.

  3. Scegli le opzioni:

    • Formato: Scegli Video per il file completo oppure Audio se desideri solo la traccia musicale/vocale.

    • Qualità: Seleziona la risoluzione desiderata (es. 1080p Full HD, 720p, 4K).

  4. Avvia il download: Clicca sul pulsante Download.

In pochi secondi o minuti (a seconda della velocità della tua connessione), il video scaricato sarà disponibile direttamente nella cartella Download del tuo computer.




Consigli utili

  • Scarica intere playlist: Se incolli il link di una playlist di YouTube, il programma ti chiederà se desideri scaricare tutti i video contenuti con un solo clic.

  • Mantenere il programma aggiornato: Nelle impostazioni (Settings) dell'app, assicurati che la voce per l'aggiornamento automatico delle dipendenze sia attiva. I siti web cambiano spesso struttura e gli aggiornamenti servono a garantire che i download continuino a funzionare sempre.

Nota: Ricordati di scaricare unicamente contenuti liberamente accessibili in chiaro e destinati all'uso personale e offline, nel rispetto dei diritti d'autore e dei termini di servizio delle singole piattaforme.

lunedì 28 settembre 2026

Windows 11 26H2 Enablement Package (KB5121794): download diretto per x64 e ARM64

Ora puoi scaricare il pacchetto di abilitazione di Windows 11 26H2 e aggiornare le installazioni compatibili 24H2 e 25H2 senza dover eseguire un'installazione completa.

In sintesi

Il pacchetto di abilitazione finale di Windows 11 26H2 (eKB) è ora disponibile per il download sia per i dispositivi x64 (AMD e Intel) che per quelli ARM64.

Se stai già utilizzando la versione 25H2 o 24H2, puoi eseguire l'aggiornamento installando il pacchetto di abilitazione. Gli utenti su Windows 10 o Windows 11 23H2 devono utilizzare l'ISO per un'installazione completa.

Questi link di download sono stati verificati ad agosto 2026 e sono funzionanti.

L'ultima anteprima di Windows 11 26H2 (Aggiornamento 2026) è disponibile per i test dal 27 agosto 2026. Se preferisci un'installazione manuale, ora puoi scaricare la versione finale utilizzando i link diretti al pacchetto di abilitazione (eKB).

Questi download sono disponibili per i sistemi x64 standard con processori AMD e Intel, nonché per i dispositivi ARM64, inclusi i PC Copilot+ e altro hardware supportato.

Download del pacchetto di abilitazione di Windows 11 26H2 (KB5121794)

I pacchetti di abilitazione sono disponibili sotto forma di file ".msu" sia per X64 che per ARM64, e puoi scaricarli con questi link diretti dal server Microsoft Delivery Optimization Download:

Windows 11 26H2 Enablement Package (KB5121794) per x64 → Scarica

Windows 11 26H2 Enablement Package (KB5121794) per ARM64 → Scarica

Nota: i link diretti sopra riportati sono quelli ufficiali pubblicati da Pureinfotech. Se non dovessero funzionare, ti consiglio di visitare l'articolo originale per verificare eventuali aggiornamenti.

Per installare l'aggiornamento, ti basterà fare doppio clic sul file "Windows11.0-KB5121794-x64.msu" (173 KB) e selezionare l'opzione per applicare il pacchetto di abilitazione.

Windows 11 24H2 raggiungerà la fine del supporto il 13 ottobre 2026, quindi puoi utilizzare questo pacchetto per aggiornare rapidamente alla versione 26H2.


Requisiti prima dell'installazione

Prima di poter installare il pacchetto di abilitazione (KB5121794), il dispositivo deve avere già installato l'aggiornamento di Windows 11 KB5120998 (build 26200.9278 e 26100.9278).

In caso contrario, puoi utilizzare questo link per scaricare manualmente l'aggiornamento per le versioni 25H2 e 24H2 (x64 e ARM64) dal sito Microsoft Update Catalog:

Microsoft Update Catalog → Aggiornamento KB5120998

Una volta scaricato il pacchetto sul tuo dispositivo, fai doppio clic su di esso per applicare l'aggiornamento.

Dopo aver installato KB5120998, puoi eseguire il file ".msu" per installare il pacchetto di abilitazione KB5121794 e aggiornare a Windows 11 26H2.


Come procedere passo dopo passo

Verifica di avere Windows 11 24H2 o 25H2 installato.

Installa prima l'aggiornamento KB5120998 (se non già presente).

Scarica il pacchetto di abilitazione KB5121794 per la tua architettura (x64 o ARM64).

Fai doppio clic sul file ".msu" scaricato.

Segui le istruzioni a schermo e riavvia il PC quando richiesto.

Al termine del riavvio, il sistema sarà aggiornato a Windows 11 26H2.

lunedì 14 settembre 2026

Dismissione di DNS-o-Matic e aggiornamento del DDNS su Synology

Addio DNS-O-Matic: aggiornare OpenDNS direttamente da Synology DSM 6.x

Addio DNS-O-Matic: aggiornare OpenDNS direttamente da Synology DSM 6.x

Guida pratica per chi usa OpenDNS con un IP pubblico dinamico e un NAS Synology.

DNS-O-Matic, lo storico servizio che consentiva di aggiornare più servizi DDNS con una sola chiamata, è in fase di dismissione. Per chi lo utilizzava per aggiornare automaticamente l'indirizzo IP della propria rete OpenDNS, questo significa che router, NAS e script configurati verso updates.dnsomatic.com dovranno essere modificati.

La buona notizia è che, se si usa OpenDNS, non è necessario installare software aggiuntivo: OpenDNS mette a disposizione un endpoint compatibile con il protocollo DynDNS. Su Synology DSM 6.x è possibile usarlo creando un provider DDNS personalizzato.

Prima di iniziare: cosa cambia davvero

Questa configurazione non crea un dominio DDNS per raggiungere il NAS dall'esterno. Serve invece ad aggiornare l'IP pubblico associato a una rete nel pannello OpenDNS, così che i criteri DNS e di filtraggio configurati su OpenDNS continuino ad applicarsi anche quando l'operatore cambia il nostro indirizzo IP pubblico.

DNS-O-Matic faceva da intermediario. D'ora in avanti il Synology invierà l'aggiornamento direttamente a OpenDNS.

Cosa serve

  • Un account OpenDNS funzionante.
  • Una rete già aggiunta nel dashboard OpenDNS.
  • Il nome o Network Label esatto della rete OpenDNS.
  • Le credenziali dell'account OpenDNS.
  • Un NAS Synology con DSM 6.x e accesso al Pannello di controllo.

Il dato più importante è il Network Label: non è un nome di dominio e non è l'indirizzo IP. È il nome assegnato alla connessione/rete nel portale OpenDNS, ad esempio Casa-Sesto.

Configurazione su Synology DSM 6.x

  1. Aprire Pannello di controllo.
  2. Andare in Accesso esterno.
  3. Aprire la scheda DDNS.
  4. Fare clic su Personalizza.
  5. Creare un nuovo provider con i valori indicati sotto.

Provider personalizzato

Inserire:

Fornitore di servizio: OPEN_DNS
Query URL: https://updates.opendns.com/nic/update?hostname=__HOSTNAME__&myip=__MYIP__

Salvare il provider. Le variabili verranno sostituite automaticamente da DSM:

  • __HOSTNAME__: il Network Label della rete OpenDNS, inserito nella configurazione DDNS.
  • __MYIP__: l'IPv4 pubblico rilevato dal Synology.
  • __USERNAME__ e __PASSWORD__: sono disponibili nei provider personalizzati DSM, ma in questo caso è preferibile non inserirli nell'URL.

Per evitare problemi con caratteri speciali nella password e con la gestione dell'autenticazione, utente e password vanno inseriti nei relativi campi della configurazione DDNS di Synology, non dentro la Query URL.

Aggiungere la voce DDNS

Tornare alla scheda DDNS e fare clic su Aggiungi. Compilare così:

Campo in DSM Valore da inserire
Provider di servizio OPEN_DNS, cioè il provider personalizzato creato prima
Nome host Il Network Label della rete OpenDNS, ad esempio Casa-Sesto
Nome utente / E-mail L'utente o l'e-mail dell'account OpenDNS
Password / Chiave La password dell'account OpenDNS

Salvare, quindi usare il pulsante Aggiorna adesso per forzare un primo aggiornamento.

Un esempio completo

Immaginiamo che nel dashboard OpenDNS la rete sia stata chiamata Casa-Sesto. La configurazione sarà:

Provider: OPEN_DNS
Query URL: https://updates.opendns.com/nic/update?hostname=__HOSTNAME__&myip=__MYIP__
Nome host: Casa-Sesto
Utente: nome@example.com
Password: la-password-dell-account

Quando Synology esegue l'aggiornamento, la richiesta risultante sarà concettualmente simile a questa:

https://updates.opendns.com/nic/update?hostname=Casa-Sesto&myip=203.0.113.10

L'autenticazione viene inviata da DSM tramite HTTP Basic Authentication. Per questo non bisogna pubblicare l'URL completo con eventuali credenziali in chiaro.

Test manuale dal NAS o da un PC

Se l'interfaccia Synology restituisce un errore poco chiaro, conviene fare una prova manuale. Da un sistema con curl disponibile, il comando è:

curl -i -u 'UTENTE_OPENDNS:PASSWORD_OPENDNS' \
'https://updates.opendns.com/nic/update?hostname=NOME_NETWORK_LABEL&myip='

Per esempio:

curl -i -u 'nome@example.com:password' \
'https://updates.opendns.com/nic/update?hostname=Casa-Sesto&myip='

Se nella password ci sono caratteri particolari, come !, &, $ o spazi, gli apici singoli aiutano a evitare che la shell interpreti quei caratteri. Non inserire mai credenziali vere in forum, screenshot, documentazione pubblica o ticket.

Risposte comuni e soluzione

Risposta Significato Cosa fare
good x.x.x.x L'IP è stato aggiornato. Nessuna azione necessaria.
nochg x.x.x.x L'IP registrato era già corretto. Nessuna azione necessaria.
badauth Autenticazione rifiutata. Verificare utente e password OpenDNS. Controllare anche che DSM stia inviando le credenziali nei campi dedicati.
nohost Il nome della rete non viene trovato. Ricopiare il Network Label dal dashboard OpenDNS, senza inventare un hostname o un dominio.
notfqdn Il valore inviato come hostname non è valido per il servizio. Controllare il Network Label e rimuovere URL, IP, spazi iniziali/finali o altri caratteri non previsti.
911 Errore temporaneo lato servizio. Attendere e riprovare senza configurare tentativi aggressivi.

Attenzione a CGNAT e doppio NAT

La configurazione può essere formalmente corretta ma aggiornare l'indirizzo sbagliato se la linea è dietro CGNAT o doppio NAT. Prima di cercare problemi nel Synology, confrontare:

  • L'indirizzo WAN mostrato dal router.
  • L'indirizzo rilevato da un servizio pubblico “qual è il mio IP”.

Se i due indirizzi non coincidono, oppure se sulla WAN del router compare un indirizzo privato, come 10.0.0.0/8, 172.16.0.0/12, 192.168.0.0/16 o 100.64.0.0/10, è probabile che sia presente NAT a monte. In questa situazione l'aggiornamento DDNS potrebbe non rappresentare correttamente la connessione che OpenDNS vede su Internet.

Conclusione

La chiusura di DNS-O-Matic obbliga a rivedere una configurazione che per anni ha funzionato senza farsi notare. Per l'uso specifico con OpenDNS, però, la soluzione è semplice: basta passare dall'endpoint DNS-O-Matic all'endpoint diretto di OpenDNS e usare come hostname il Network Label della rete.

La Query URL da ricordare è questa:

https://updates.opendns.com/nic/update?hostname=__HOSTNAME__&myip=__MYIP__

Dopo un test manuale positivo e un aggiornamento riuscito da DSM, il Synology può continuare a mantenere aggiornata la rete OpenDNS anche senza DNS-O-Matic.


Nota: le interfacce del portale OpenDNS e di DSM possono cambiare nel tempo. Prima di applicare modifiche in produzione, verificare sempre il Network Label nel proprio account OpenDNS e conservare una copia della configurazione precedente.

martedì 8 settembre 2026

Windows Update segnala errori inesistenti? Come risolvere quando SFC e DISM non bastano

Introduzione

Spesso, quando Windows Update mostra un messaggio persistente che invita a "ripristinare la versione di Windows" o segnala errori di installazione, la prima reazione è eseguire gli strumenti di riparazione standard: SFC (System File Checker) e DISM (Deployment Image Servicing and Management). Tuttavia, cosa succede quando questi tool riportano l'esito "Nessuna violazione di integrità trovata", ma l'avviso di errore persiste ostinatamente?




In questo articolo analizziamo un caso specifico in cui il problema non risiede nella corruzione dei file di sistema, ma in un flag di registro bloccato che impedisce a Windows di riconoscere che il sistema è già sano.


Il Scenario: Tutto sembra OK, ma l'errore rimane

L'utente si trova di fronte a questa situazione:

1. Windows Update mostra un avviso critico o un errore di ripristino.

2. L'esecuzione di sfc /scannow restituisce esito positivo (nessun file corrotto).

3. L'esecuzione di DISM /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth conferma che l'immagine di sistema è integra.

4. Nonostante ciò, il messaggio di errore non scompare dopo i riavvii.


In questo contesto, il problema non è la mancanza di file, ma un'impostazione di politica (Policy) nel registro di sistema che forza Windows a considerare lo stato di aggiornamento come "non riparato", anche quando non lo è.


La Soluzione: Disabilitare il flag di riparazione forzata

Per sbloccare questa situazione, è necessario intervenire manualmente nel registro di sistema per dire a Windows di smettere di richiedere un ripristino che non è necessario.


Attenzione: La modifica del registro di sistema comporta dei rischi. Si consiglia di creare un punto di ripristino prima di procedere.


Procedura operativa

1. Aprire il Prompt dei Comandi (CMD) o PowerShell come Amministratore.

2. Eseguire il seguente comando per aggiungere la chiave di registro corretta:


reg add "HKLM\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate" /v DisableSystemRepair /t REG_DWORD /d 1 /f


Spiegazione del comando:

- HKLM\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate: Percorso dove risiedono le politiche di aggiornamento.

- DisableSystemRepair: Il valore specifico che istruisce il sistema a ignorare lo stato di "riparazione richiesta".

- /d 1: Imposta il valore su attivo (1).

- /f: Forza la sovrascrittura senza chiedere conferma.


3. Riavviare il computer.

4. Verificare in Windows Update che l'avviso sia scomparso e che il sistema venga riportato come "Aggiornato".


Perché funziona?

Questo intervento non ripara file corrotti (poiché non ce ne sono), ma aggira un meccanismo di controllo dello stato interno di Windows Update. A volte, aggiornamenti interrotti o tentativi di riparazione falliti lasciano questo flag attivo indefinitamente. Impostandolo su 1, si disabilita il meccanismo di nagging (sollecito) per il ripristino di sistema, permettendo all'utente di tornare alla normalità operativa.


Conclusione

Quando gli strumenti automatici falliscono nel risolvere un avviso persistente, la causa potrebbe risiedere nella logica di stato di Windows piuttosto che nell'integrità dei file. L'uso mirato di una chiave di registro specifica può risolvere il problema in pochi secondi, risparmiando ore di tentativi inutili o reinstallazioni del sistema operativo.


Nota: Questa procedura è indicata per sistemi in cui è stata già confermata l'integrità dei file di sistema tramite SFC e DISM

venerdì 7 agosto 2026

Batteria Zucchetti Ambrogio ZR (Twenty Deluxe L20)

Il mio aiutante Ambrogio ha deciso di non partire più: spie completamente spente e se lo tolgo e rimetto in base due lampeggi e più nulla! Cosa è successo?
Batteria morta, già sostituita due anni fa con una spesa superiore a 200€... No questa volta non lo faccio!


Apro il robot usando un cacciavite piatto che per lunghezza e larghezza si adatta a queste maledette viti torx, in tutto sono sei viti due sotto le ruote posteriori, due accessibili e cue sotto la scocca di protezione della lama (che non serve rimuovere). Io l'ho fatto perchè il cacciavite (di merda - cit) non ci arrivava!


Una volta aperto, con cautela per non rompere il flat che collega la tastiera, vedo la batteria maledetta... una semplice Litio 7S2P da 25.9V e 5000mAh... 


La rimuovo e testo le varie celle... Due parallele sono completamente a 0V!!! Decido di spacchettare con attenzione e di rifare il pacco batterie trasformandolo in un 7S1P - ossia togliendo il parallelo - con le batterie supersiti e quindi senza spendere un soldo. Per farlo, visto che non possiedo un saldatore a punte per ricreare il pacchetto, decido di farlo con dei porta batterie acquistati tempo fa su Aliexpress a pochi soldi...


Con attenzione ricollego i fili corretti al BMS precedente


Se provate la batteria adesso non troverete la corretta tensione, ma una volta collegato e messo il robot in carica avrete di nuovo l'apparato funzionante... Magari con meno autonomia ma senza spendere nulla!!!
Spero di essere stato utile visto che di questo robot tagliaerba e di altri dello stesso marchio, non si trova nulla in internet relativamente allo smontaggio e gestione.
Nel caso la batteria fosse completamente KO la trovate su Amazon a circa 39€ in versione 3000mAh quindi più piccola ma sicuramente più gestibile!

mercoledì 29 luglio 2026

360 Total Security Uninstall Tool

🛡️ Rimuovere 360 Total Security

La guida definitiva per eliminare questo software ostinato

⚠️ IMPORTANTE: Questa procedura utilizza la Modalità Provvisoria e script da riga di comando per bypassare l'autoprotezione del programma. Segui ogni passaggio con attenzione.

FASE 1: Riavvia in Modalità Provvisoria

Per evitare che 360 Total Security si rigeneri o blocchi l'eliminazione dei file, avvia Windows in un ambiente "pulito".

  1. Tieni premuto Shift e clicca su "Riavvia" dal menu Start.
  2. Nella schermata blu, vai su Risoluzione problemi → Opzioni avanzate → Impostazioni avvio → Riavvia.
  3. Al riavvio, premi il tasto 4 per selezionare Modalità Provvisoria.
  4. Attendi il caricamento di Windows. Non avviare alcun programma non necessario.

FASE 2: Esegui lo Script di Rimozione

Questo script bloccherà tutti i processi, eliminerà i servizi, cancellerà le cartelle e pulirà il registro di sistema.

📌 Come usarlo: Apri il Blocco note, incolla il codice qui sotto, salva come rimuovi360.bat (nel menù a tendina "Salva come tipo", seleziona "Tutti i file"), poi fai clic destro sul file e scegli "Esegui come amministratore".

@echo off
title UCCISIONE DEFINITIVA 360 TOTAL SECURITY by MarcoMira 2026
color 0C
echo ================================================
echo     RIMOZIONE COMPLETA 360 TOTAL SECURITY
echo     (Versione con autoprotezione disattivata)
echo ================================================
echo.
echo [1] Terminazione processi 360 (anche quelli nascosti)...
taskkill /F /IM 360*.exe 2>nul
taskkill /F /IM QH*.exe 2>nul
taskkill /F /IM DeepScan*.exe 2>nul
taskkill /F /IM LiveUpdate360*.exe 2>nul
taskkill /F /IM zhudongfangyu*.exe 2>nul
wmic process where "name like '%%360%%'" delete 2>nul
echo OK.
echo.
echo [2] Disinstallazione via msiexec...
msiexec /x {360TotalSecurity} /qn 2>nul
msiexec /x {360} /qn 2>nul
echo OK.
echo.
echo [3] Arresto SERVIZI...
sc stop 360rp 2>nul
sc delete 360rp 2>nul
sc stop 360AntiHacker 2>nul
sc delete 360AntiHacker 2>nul
sc stop 360BdFw 2>nul
sc delete 360BdFw 2>nul
sc stop 360FaultTolerant 2>nul
sc delete 360FaultTolerant 2>nul
sc stop 360NetMon 2>nul
sc delete 360NetMon 2>nul
sc stop 360SelfProtection 2>nul
sc delete 360SelfProtection 2>nul
sc stop 360wd 2>nul
sc delete 360wd 2>nul
echo OK.
echo.
echo [4] RIMOZIONE FORZATA DI TUTTE LE CARTELLE...
echo    Eliminazione: C:\Program Files\360
takeown /F "C:\Program Files\360" /R /D Y 2>nul
icacls "C:\Program Files\360" /grant administrators:F /T 2>nul
rmdir /S /Q "C:\Program Files\360" 2>nul

echo    Eliminazione: C:\Program Files (x86)\360
takeown /F "C:\Program Files (x86)\360" /R /D Y 2>nul
icacls "C:\Program Files (x86)\360" /grant administrators:F /T 2>nul
rmdir /S /Q "C:\Program Files (x86)\360" 2>nul

echo    Eliminazione: C:\ProgramData\360
takeown /F "C:\ProgramData\360" /R /D Y 2>nul
icacls "C:\ProgramData\360" /grant administrators:F /T 2>nul
rmdir /S /Q "C:\ProgramData\360" 2>nul

echo    Eliminazione: cartelle utente...
rmdir /S /Q "C:\Users\%USERNAME%\AppData\Local\360" 2>nul
rmdir /S /Q "C:\Users\%USERNAME%\AppData\Roaming\360" 2>nul
rmdir /S /Q "C:\Users\%USERNAME%\AppData\Local\360TotalSecurity" 2>nul
rmdir /S /Q "%ALLUSERSPROFILE%\360" 2>nul
rmdir /S /Q "%PROGRAMDATA%\360TotalSecurity" 2>nul
echo OK.
echo.
echo [5] Pulizia REGISTRO...
reg delete "HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Uninstall\360" /f 2>nul
reg delete "HKLM\SOFTWARE\WOW6432Node\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Uninstall\360" /f 2>nul
reg delete "HKLM\SOFTWARE\360" /f 2>nul
reg delete "HKLM\SOFTWARE\WOW6432Node\360" /f 2>nul
reg delete "HKCU\SOFTWARE\360" /f 2>nul
reg delete "HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\360" /f 2>nul
reg delete "HKCR\360" /f 2>nul
echo OK.
echo.
echo [6] Rimozione attività pianificate...
schtasks /Delete /TN "360*" /F 2>nul
schtasks /Delete /TN "*360*" /F 2>nul
echo OK.
echo.
echo [7] Rimozione estensioni browser...
reg delete "HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\Browser Helper Objects\{360}" /f 2>nul
reg delete "HKLM\SOFTWARE\WOW6432Node\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\Browser Helper Objects\{360}" /f 2>nul
echo OK.
echo.
echo ================================================
echo  VERIFICA FINALE...
echo ================================================
dir /b /s "C:\Program Files\*360*" 2>nul
dir /b /s "C:\Program Files (x86)\*360*" 2>nul
echo.
echo Se non vedi risultati sopra, la rimozione e' riuscita!
echo.
echo ================================================
echo  OPERAZIONE COMPLETATA!
echo  RIAVVIA ORA IL COMPUTER
echo ================================================
pause

FASE 3: Verifica Finale

Dopo il riavvio del computer, controlla che la rimozione sia stata completata con successo:

  • ✅ Assenza dell'icona – Nella barra delle applicazioni o nel vassoio di sistema non deve apparire il simbolo di 360.
  • ✅ Task Manager pulito – Premi Ctrl + Maiusc + Esc e verifica che non ci siano processi "360 Total Security".
  • ✅ Cartella eliminata – La directory C:\Program Files\360 non deve più esistere.

💡 Articolo realizzato da MarcoMira

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